mercoledì 5 agosto 2015

UNA GALEOTTA MAGLIETTA BIANCA BAGNATA





Una galeotta maglietta bianca bagnata

Isabella aveva trovato lavoro come badante presso una sontuosa villa veneta. La giovane non sapeva che quella nuova opportunità le avrebbe cambiato la vita.
L’anziana signora era un’amante dello sport ed era stata una delle colleghe di Carla Fracci, ma era diventata invalida a causa di una brutta caduta a cavallo.
La signorina Swan era stata assunta direttamente da Marie Masen dopo che la precedente badante si era licenziata per ritornare in patria.
Marie era una signora molto ricca e a causa di una caduta aveva dovuto abbandonare la passione che le era costata la parellesi di tutti gli arti. Nell’abitazione dove abitava la signora viveva anche alcuni membri della servitù, ma nonostante fosse circondata da persone l’anziana spesso si sentiva sola.
L’arrivo di Isabella era stata una ventata di novità per la padrona di casa, infatti Marie e la curante instaurano un buon rapporto fin dall’inizio.
Marie non era sola perché non aveva familiari, ma a causa di particolari circostanze. Nella sua lunga vita aveva vissuto il peggior dolore per una madre, infatti molti anni prima aveva perso la figlia Elisabeth deceduta in un incidente stradale. In questo sinistro si era salvato solo Edward che aveva perso genitori. Nonostante il dolore atroce per la scomparsa della figlia e del genero, Marie aveva dedicato la sua vita per rendere felice l’unico nipote rimasto.
Con Edward aveva fatto un ottimo lavoro e da bimbo orfano era diventato un brillante ingegnere informatico. Il piccolo aveva dovuto affrontare il dolore per la perdita dei genitori che sfociava in rabbia per essere l’unico sopravvissuto, ma la dolce nonna era stata un’ancora di salvezza per il nipote. Lei aveva trasmesso al nipote l’amore per le attività agonistica e così il giovane, ormai alla soglia dei trent’anni, si trovava con un fisico atletico che attirava molte donne.
Nell’ultimo periodo Edward non era riuscito a stare accanto alla nonna come voleva anche perché nell’ ultimo periodo stava lavorando alla creazione di un nuovo software che gli avrebbe sfruttato un sacco di quattrini. Per l’ingegnere informatico era di consuetudine concentrarsi esclusivamente sul progetto che stava sviluppando prima di presentarlo pubblicamente.
Edward sapeva che la nonna non era sola ed era circondata da persone di fiducia, ma trascorreva gran parte del suo poco tempo libero a conversare con Marie.
Isabella e la sua datrice di lavoro avevano l’abitudine di passeggiare nel grande parco della villa della signora che aveva l’abitudine di raccontare episodi della sua vita, ma accaduti decenni prima. La signora aveva raccontato anche del forte legame che nutriva per il nipote che in quei momenti era lontano per lavoro.
Isabella conosceva Edward tramite le svariate foto nel luogo in cui lavorava e le incuriosiva conoscerlo personalmente. Da quelle foto sapeva che il signorino Cullen aveva vinto diverse competizioni sportive, che aveva praticato lunghe escursioni nei boschi della Transilvania insieme alla sua amata nonnina prima di quel tragico episodio. In quelle foto si poteva notare anche lo sguardo penetrante del giovane.
Isabella aveva sempre sognato l’amore romantico quello narrato nei romanzi inglesi che adorava. La ragazza era appassionata di letteratura inglese e sognava di incontrare il suo mister Darcy , ma purtroppo quel desiderio andò in frantumi come un prezioso vaso calpestato da un elefante. Fin dalla tenera età Isabella aveva desiderato un amore come quello dei genitori che si erano amati fin da piccoli.
I sogni romantici della giovane badante si spezzarono quando fu vittima di soprusi di un tizio di cui aveva fiducia. Da quell’episodio erano trascorsi un paio di anni e aveva vissuto una vita quasi monacale dopo il tragico episodio.
La giovane era appassionata di auto e prima di lavorare in villa Masen aveva prestato servizio come addetta alle pulizie in una concessionaria di auto. In quel luogo aveva incontrato Jacob, il tizio che l’aveva importunata. La spiacevole situazione si risolse con l’arresto del malitenzionato.
Edward aveva deciso di andare a far visita alla sua amata nonnina il fine settimana che avrebbe preceduto alla presentazione del suo nuovo progetto. Ad esso aveva impiegato anima e corpo tanto che per settimane aveva dimenticato di radersi e quando decise di partire non aveva fatto caso al suo aspetto quanto era ansioso di rivedere la nonna, per la presentazione che ormai sapeva a memoria, ma era anche curioso di conoscere la nuova assunta a villa Masen.
La mamma della madre di Edward aveva tessuto lodi per la signorina Swan, ma lui si aspettava di conoscere una dolce e paziente ultracinquantenne al suo arrivo. Pensando alla colf che accudiva sua nonna Edward ricordo che la madre che a breve avrebbe compiuto 57 anni e se fosse sopravvissuta a quell’incidente non si sarebbe sentito in colpa per aver trovato un’occupazione così lontana dalla nonna Marie.
Come tutti i fine settimana da quando era stato assunto, Edward andava a trovare l’anziana parente. Lui adorava guidare anche per tantissimi chilometri e questo lo rilassava.
Quel sabato pomeriggio Isabella aveva il compito di lavare la macchina preferita del nipote della signora.
“Il mio amato e unico nipote ama quell’auto e la usa nelle occasioni speciali e anche se conosco la tua passione per le auto vorrei avvisarti di trattarla con cura.”
“Non vorrei lasciarla sola! Inoltre, non vorrei far arrabbiare suo nipote.” Disse Isabella.
“Tranquilla, so che la V 40 è in buone mani e conosco la tua passione per le macchine. Poi con me c’è Vanda e se avessimo bisogno ti contatteremmo con il cerca persone” rispose Marie.
Vanda era il capo delle governati della villa Masen e così la signorina Swan poté incamminarsi nel enorme garage. Nel vedere alcuni modelli di Volvo e perfino una macchina d’epoca Isabella fischiò per la sorpresa. Quella zona della casa non l’aveva mai visitata perché se ne occupava Mike, il vigilante.
Isabella era talmente occupata nel lavare la macchina come si trattasse di un bimbo che non si accorse dell’arrivo di un’affascinante barbone.
“Lei cosa sta facendo a Elisabeth?” chiese un Edward leggermente irritato che qualcuno toccasse la sua Volvo preferita, ma allo stesso tempo anche abbastanza eccitato nello scoprire di chi si prendeva cura della sua amata macchina.
Isabella non riuscì a dare una pronta risposta a quello sconosciuto dall’aria vagamente familiare perché spaventandosi lo innaffiò con la pompa dell’acqua.
Ovviamente dopo aver bagnato quel misterioso barbone anche la badante non riuscì a staccare gli occhi dalla maglietta bianca bagnata di quel uomo.
Quella maglietta lasciava intravedere il fisico da sportivo del giovane ingegnere.
“Cosa le succede non sa distinguere una persona da Elisabeth?” chiese piacevolmente irritato Edward.
“Senta, mi dispiace per poco fa ma chi è questa Elisabeth e poi mi scusi chi è lei? Le persone non autorizzate non possono stare qui, presumo che dovrei chiamare Mike, il vigilante.”
“Veramente dovrei essere io a porgerle quelle domande.” Disse Edward prima di avventarsi su quelle labbra a forma di cuore e per lui così eccitanti.
Dal canto suo Isabella, per quanto irritata fosse era a contempo eccitata che era indecisa se schiaffeggiare quel tizio o rispondere quel bacio.
La giovane decise di rispondere a quel bacio sorprendendo Edward che fu felice di quel ritorno a casa.
Isabella decise di rispondere con foga al bacio e si stupì quanto le piacesse tutto ciò, ma forse questo era dovuto al fatto che questa volta non era stata costretta e che finalmente era riuscita a voltar pagina. E con una sconsideratezza che non era sua tolse quella maglietta bianca fradicia e per la giovane fu come vedere il David di Michelangelo. Nel frattempo il dio greco barbuto era colpito dall’audacia della donna misteriosa che non esitò a togliere la maglietta fradicia della sua partner.
Presa dalla passione Isabella decise di toglierselo dall’impellenza di provocare piacere a quel seducente giovane, per poco l’ingegnere non venne guardando quei seni perfetti così decise di farla sua e stranamente entrambi vennero nello stesso momento.
Dopo un po’ di tempo e ad essere saziati di certi appetiti arrivò l’imbarazzo per la giovane che si rivesti in fretta e furia per aver compiuto quegli atti sul luogo di lavoro.
Mentre si compose per ritornare dalla signora Masen decise che le avrebbe parlato di un certo problema dopo la cena. Probabilmente Marie avrebbe cercato di dissuaderla dal dare le dimissioni, ma chissà cosa avrebbe pensato il nipote.
Isabella pensava che probabilmente se fosse stato per il nipote avrebbe perso il lavoro nonostante la congiunta non era sola e non correva nessun problema mentre la badante era intenta a farsi uno sconosciuto sul luogo di lavoro.
Nel frattempo Edward, dopo aver salutato velocemente la nonna che lo aveva spedito a ripulirsi, per uno strano motivo non incontrò la badante e il fatto lo infastidì ma era alquanto soddisfatto per il piacevole incontro di poco prima che tutto il resto perse importanza.
Quella giovane era molto interessante e per quel poco che ci aveva parlato aveva notato in lei una certa audacia e ciò gli provocava un notevole rigonfiamento dei pantaloni.
La cena si sarebbe tenuta dopo poco tempo e quando i due amanti si rincontrarono ci fu un iniziale imbarazzo ma nessuno dei due diretti interessati era propenso a svelare la questione.
“ Eddie caro, cosa succede? Per caso una vespa ti ha punto la lingua perché hai perso la tua proverbiale chiacchera? Non saluti Isabella, la mia badante?”
“Scusami nonna, ma ero distratto. Comunque piacere di conoscerla nuovamente signorina!”
“Vi siete già conosciuti? Che bello!” rispose la signora.
“Si, nel garage.” Le rispose la badante cercando di non far rivelare nulla e imprecando dentro di sé per non averlo riconosciuto. Del resto era curiosa se il nipote di Marie aveva intenzione di dire all’anziana parente quanto era accaduto qualche ora prima, ma sembrava che nemmeno lui volesse rivelare il loro segreto.
La giovane era turbata per il timore di perdere il lavoro, ma non solo era rimasta nuovamente folgorata dal nipote del suo capo.
L’ingegnere per quella serata aveva deciso d’indossare un completo nero e si era rasato la folta barba bionda dorata. Ciò che stupì il giovane fu la ragazza che stava accudendo sua nonna, da quando le badanti erano così giovani e attraenti?
Una cosa era certa si sarebbe divertito a tenerla sulle spine. Per tutta la durata della cena la povera donna temette per la sua occupazione.
Quello che temeva Isabella non era quello che stava progettando Edward…
Durante la cena Marie notò una certa tensione tra il nipote e la sua badante. L’anziana signora pensò che il suo amato nipotino era sorpreso dell’età della sua badante, ma era ignara di quello che era successo in precedenza.
La cena prosegui nei migliori dei modi senza che i due amanti occasionali accennassero alla loro avventura nel box macchine della villa.
Quando Isabella terminò di far cenare la signora Marie le disse:” vuole che mi ritiri per un po’ nelle mie stanze in modo di lasciarti da sola con vostro nipote?”
“Grazie cara, io ed Edward abbiamo molto da raccontarci! Non ti dispiace se ne parliamo domani?”
“Per me va bene, non voglio rubarle altro tempo.” Rispose alla signora, ma poi rivolgendosi ad entrambi Isabella disse:” Se avete bisogno di qualunque cosa non esitate nel chiamarmi.”
“In effetti, avrei bisogno di parlarle più tardi.”
“E la signora Marie?” rispose Isabella imbarazzata e alquanto preoccupata per la richiesta di colui che non aveva riconosciuto.
“Se ne occuperà Vanda!” rispose l’ingegnere.
“Tranquilla, sono d’accordo con mio nipote. Se lui ha bisogno di conoscerti o di qualsiasi altra cosa per me va bene. Prima di ritirarti però avvisa Vanda!”
Alla fine Isabella avvisò Vanda e trascorse circa un’oretta nel dubbio cosa le avrebbe detto il nipote della sua datrice di lavoro. Una cosa era certa, quel tale, quel Edward era un bel pezzo di manzo oltre che un grande amatore. Però continuava a chiedersi se valeva perdere il lavoro, per aver seguito il suo istinto. A tutte quelle domande l’unica risposta era: NO, ma…
La vita era una sola e spesso era dura, ma questo lo sapeva molto bene e intuiva perché aveva perso tutti i suoi freni, tutte le sue paure e per una sola volta aveva seguito l’istinto decidendo di provarci con un tizio troppo seducente. In quell’occasione era lei ad aver preso la decisone, era stata libera di compiere quell’azione. Solo che il suo istinto era un po’ sadico, ma come diamine aveva potuto cedere con una persona che avrebbe avuto la possibilità di licenziarla.
Era troppo immersa in quei pensieri che si spaventò per la seconda volta al cospetto del giovane di villa Masen.
Edward fu rassicurato dalla anziana parente della professionalità di Isabella e quando si avviò verso la stanza della badante stava fantasticando sulle tante doti.
“Salve, signorina Swan. Anche quando non sono tutto trasandato si spaventa?” chiese ironicamente Edward.
“Non sono una persona paurosa e la sua capacità di presentarsi all’improvviso come un vampiro che mi destabilizza” rispose Isabella arrossendo.
“Si, ma prima non era molto imbarazzata…Per fortuna che adesso non vuole innaffiarmi! Già per quello potrei prendere in considerazione l’idea di licenziarla”
“Le ripeto che se non fosse per la sua attitudine nell’apparire all’improvviso non mi sarei comportata in quel modo.”
“Vuol dire che nemmeno ci saremmo divertiti dopo?” chiese sarcastico Edward.
“Non nego quello che è successo un paio di ore fa, ma se l’avessi riconosciuta non sarei arrivata fino a quel punto. Non è nella mia etica professionale intrattenere dei rapporti intimi con il primo che capita e nemmeno con il nipote del mio capo!”
“Non si preoccupi del fatto che sono il nipote del suo capo. Mia nonna ha tessuto lodi nelle sue capacità e quindi non deve temere per il suo posto di lavoro, ma sarei lieto di conoscerla meglio. Inoltre, non mi piacciono questi toni formale con una ragazza con cui ho trattenuto rapporti intimi. Quindi che ne dice, iniziamo da capo?”
“La ringrazio!”
“Ehm, no! Ti ringrazio Edward!” la corresse l’ingegnere.
“Ok, grazie Edward. Piacere, sono Isabella”
Alla fine i due giovani insieme alla signora Marie trascorsero un bel fine settimana.
Edward era molto interessato a conoscere meglio la badante della nonna, ma non negava che l’attrazione che c’era stata al primo incontro era sempre presente ma decise di comportarsi da gentiluomo.
L’ingegnere informatico decise di trascorrere che in futuro avrebbe trascorso più tempo a Villa Masen .




8 commenti:

  1. Mhmm... che dire l'idea è molto carina ma nel racconto perde un pò.
    Ci sono molte ripetizioni, non di parole ma di concetti che alla fine stancano un pò.
    Oltre ad essere ripetuti all'infinito, i concetti a volte sono un pò "confusionali" e la lettura diventa un pò difficile.
    Racconti parecchie cose ma sempre superficialmente e il lettore non fa in tempo ad entrare nella storia nei personaggi.
    Almeno a me è successo così.
    Trovo un pò troppo surreale che Bella si concede ad Edward così velocemente dopo quello che le è successo anche se la capisco.
    Spero che tu non ti offenda della mia sincerità anche perchè come detto, l'idea è carina e... sei anche migliorata.
    Grazie.

    JB

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  2. C'è una gran confusione in questa storia, non si capisce molto.

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  3. Bello spunto, ma come fai sempreeeeeee... te possinoooooo... metti troppa carne al fuoco cadendo nella trappola di sviluppare poco la vicenda principale e far diventare tutto poco approfondito. Però, ha ragione Jusy, sei migliorata tanto perchè questa storia ha una sequenzialità che soddisfa le tre parti principali del racconto, dando comunque un corpo al racconto. Sei sognatrice e si percepisce, quindi mi sento di darti un suggerimento: segui le sensazioni, non andare dietro al passato dei protagonisti se quella che scrivi è una o/s, non andare dietro a particolari come Vanda o come la V 40, che è una macchina del tutto priva di qualsiasi appeal, soprattutto per delle persone ricche, punta di più su quello che provano i protagonisti, dai più respiro all'incontro dei due protagonisti, perchè sono sicura che nella tua testa è stato hot e romantico, ma chi ti legge non riesce a percepire nulla se non un intercorso sessuale - non descritto - tra due persone che non ci hanno ragionato sopra e nemmeno li ha sconvolti più di tanto, il che è irreale. Se decidi di scrivere una storia con più personaggi e vuoi descrivere un passato, fallo con una sola persona, parti da uno solo e sviluppa il resto senza arricchirlo troppo per far concentrare e affezionare il lettore almeno a uno dei tuoi protagonisti, falli respirare, guardare, sentire, stupirsi... concentrati sulle emozioni e non sulla storia e date le tue idee originali e ricche di spunti, sono certa che riuscirai a fare un buon lavoro. Coraggio!
    Brava per l'impegno e l'idea!
    -Sparv-

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  4. Bella l'idea, anche se mi sembra tutto un po' troppo nozionistico dato che non viene approfondito come dovrebbe pur rispettando i limiti di una shot. C'è da dire che, se ho capito chi sei, hai dimostrato impegno nel voler migliorare e si vede. Brava!

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  5. Critiche, spero costruttive. Forse per la mancata possibilità di rivedere con calma il testo, l'esposizione risulta "trasandata": scarsa proprietà lessicale (es: "sadico" è colui che infligge doloro ad altri, non colui che ama farselo infliggere; "avrebbe sfruttato un sacco di quattrini", avrebbe fruttato), punteggiatura e tempi verbali traballanti ("ma purtroppo quel desiderio andò in frantumi" era andato in frantumi), sintassi non sempre corretta ("Pensando alla colf che accudiva sua nonna Edward ricordo che la madre che a breve avrebbe compiuto 57 anni e se fosse sopravvissuta a quell’incidente non si sarebbe sentito in colpa per aver trovato un’occupazione così lontana dalla nonna Marie": tutto il periodo è contorto e poco chiaro). Il contenuto: troppe informazioni relative al passato dei diversi personaggi. In un racconto breve le notizie si devono intuire, la voce narrante non ha il tempo di fare una presentazione "diretta" del personaggio, pena una sensazione di eccessivo "affollamento". In certi casi, poi, le notizie in eccesso sono controproducenti, come in questo caso: nonostante la giustificazione data dalla ragazza, la reazione di Bella al bacio di Edward risulta incongrua rispetto alla sua esperienza col perfido Jacob.
    Pregi. L'idea della maglietta bagnata che, disegnando le forme del corpo da Adone del protagonista, spinge la fanciulla a trasformarsi in una specie di menade invasata è sexi, divertente, innovativa, ma, secondo me, devi lavorare per sottrazione, riducendo e limando. In questo modo permetteresti al lettore di lavorare di fantasia per ricostruire dei retroscena appena accennati.

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  6. Credo di averti riconosciuta, e rispetto ad altre cose tue che ho letto, noto un miglioramento. Mi è piaciuta molto l'idea, originale davvero, e bellissimissima l'immagine di Edward con la maglietta bianca bagnata addosso, una visione celestiale, e ci credo che lei si è data subito a lui, chi di noi non l'avrebbe fatto? :)
    Anche secondo me, però, ci sono dei discorsi un po' confusi e poco chiari che rendono difficile la lettura e la comprensione. In alcuni casi usi un linguaggio forse troppo "gergale" o dialettale, tipo "pezzo di manzo" o "grande amatore", che secondo me sono fuori contesto. Concordo con chi ti consiglia di dare meno informazioni "inutili" e di lasciar giocare di più il lettore con la fantasia.
    Le idee le hai, e mi piacciono molto, sono brillanti e divertenti, crei anche personaggi interessanti, hai solo bisogno di curare di più la scrittura.
    Continua così, impegnati e vedrai che i risultati arrivano.
    Grazie mille anche a te per aver condiviso con noi la tua storia.

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  7. Francamente l'idea di partenza è bella, il problema è che è tutto molto affrettato, non ti soffermi sui sentimenti di nessuno e spiattelli tutta una serie di nozioni che dovrebbero essere di contorno ma che invece prendono possesso della storia.
    L'incontro tra i due protagonisti poteva essere molto accattivante, sensuale, sbalorditivo volendo, invece appare come la pazzia di due estranei che non lascia niente o quasi niente a chi legge figuriamoci ai protagonisti stessi. Hai raccontato di un rapporto veloce e senza inibizioni - benissimo - ma poi pare che la preoccupazione principale della protagonista non sia "oh, mio Dio, ho fatto sesso con un estraneo del quale non conosco neanche il nome" ma "caxxo, qui rischio di perdere il lavoro". Piuttosto strana come reazione, soprattutto considerando la brutta esperienza che ha passato. Mi pare evidente che volessi darle un tono di rinascita ma, per come l’ho letta io, l’hai fatta apparire superficiale e poco coerente.
    Passi da un linguaggio rispettoso e "antico" a frasi e pezzi gergali quali "pezzo di manzo" che rispetto al resto non ci appiccica niente.
    Non approfondisci quello che hanno provato i due tranne che per l'effetto che ha prodotto la maglietta bagnata - bella idea a proposito -, i pensieri di Edward non sono minimamente approfonditi, sembra che sia solito sedurre giovani donne nel garage della villa di famiglia per come hai descritto la sua reazione.
    Insomma, tutto questo per dirti che le idee ci sono tutte, è fuori da ogni dubbio, ma devi prenderti il tuo tempo per analizzarle meglio, approfondire quello che va approfondito e tralasciare il superfluo. Inoltre devi rileggere più volte quello che scrivi perché ci sono chiarissimi errori che possono essere evitati con una semplice rilettura e se una non basta allora fanne due o dieci se ne hai bisogno. Io rileggo ciò che scrivo una marea di volte quando il tempo non è tiranno eppure qualche errore lo lascio sempre, quindi capisco bene la svista, ma qui sembra che non ci sia stata neanche una rilettura veloce. Un esempio su tutti: “L’ingegnere informatico decise di trascorrere che in futuro avrebbe trascorso più tempo a Villa Masen.”
    Scusa se ti sembro antipatica, mi rendo conto che ricevere un commento simile non sia piacevole ma sei migliorata tanto, me ne rendo conto ogni volta che leggo una tua nuova storia e credo che le critiche possano essere più utili di un “brava, continua così” se non è ciò che penso davvero.
    Voglio dirti invece continua a provarci perché ogni volta nasce qualcosa di meglio e non è poco.

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  8. Concordo con tutte. So chi sei, stai migliorando, ma hai sempre il difetto di "perderti" lungo la narrazione il che confonde il lettore e rende complesso talvolta comprendere cosa hai in mente. Però davvero ti ho trovata tanto migliorata... e mi piace il fatto che ti piaccia scrivere e che continui a farlo, a esporre le tue fantasie, le tue trame. Rileggiti, fatti aiutare da qualcuno nella correzione...e provaci ancora!!! Grazie Cristina.

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