martedì 4 agosto 2015

LA FONTE




LA FONTE

C'era una volta un piccolo regno oltre le montagne.
Il re che lo governava era saggio, buono e giusto.
Purtroppo era rimasto vedovo molto presto ed ogni giorno, anche dopo tutti quegli anni, sentiva la mancanza della sua amata sposa.
La sua unica consolazione era il figlio Edward.
Il principe era un bel ragazzo, sveglio, di buon cuore. Eccelleva in ogni arte e disciplina, la sua sola pecca era un carattere forte e determinato, che mal si accordava con il rispetto delle convenzioni imposte dal suo rango.
Al compimento del suo ventesimo anno, il re suo padre gli comunicò che avrebbe dovuto prendere moglie.
Edward accettò la richiesta paterna, a patto di poter scegliere chi sarebbe stata la sua sposa e facendolo in modo totalmente diverso da ciò che era consueto all'epoca.
Il monarca, conoscendo il figlio accondiscese, sapendo che in caso contrario, il ragazzo si sarebbe rifiutato di certo.
Il figlio del sovrano fece travestire il suo fedele scudiero Jasper, che per lui era come un fratello, avevano la stessa età ed erano cresciuti insieme, da straccione e gli raccomandò di mostrarsi malato.
Poi lo fece appostare nei pressi della fonte alle porte del paese, dove nelle giornate più calde si radunavano gran dame e popolane, con l'intento di trovare refrigerio.
Dopo aver dato a Jasper tempo sufficiente per sistemarsi, Edward fece la sua comparsa nel luogo.
Jasper si lamentava, dicendo di essere debole e sofferente e chiedendo a voce fioca un sorso d'acqua alle donne lì raccolte.
Esse, impegnate in frivoli pettegolezzi non prestavano all'uomo la minima attenzione, ma quando a chiedere da bere fu il principe, le signore si accapigliarono quasi, per essere le prime a servirlo.
Avendo osservato la scena, una bella e giovane contadina, si fece largo fra le donne dicendo:
<< Perdonate Maestà, sarò contenta di servirVi al più presto, ma abbiate la bontà di attendere che prima aiuti questo pover'uomo, di certo più bisognoso della Maestà Vostra, con la Vostra prestanza, sarete di certo in grado di aspettare qualche minuto >>.
Quando la giovane ebbe dato da bere al suo complice Jasper e si presentò di fronte a lui, Edward si inchinò, le baciò la mano e chiese: << Come vi chiamate dolce fanciulla? >>
<< Isabella>> rispose ella frastornata.
<< Un nome adorabile mia cara. Il vostro animo gentile e la vostra bellezza mi hanno colpito così profondamente che desidero fare di voi la mia sposa, se accetterete sarete amata e rispettata, da me per primo e da tutto il popolo >> sentenziò il principe.
Inutile dire che la ragazza, incredula sulla propria benevola sorte, accettò con gioia e che la promessa dell'erede al trono venne puntualmente mantenuta.

Così, come in ogni favola che si rispetti, vissero per sempre felici e contenti...

11 commenti:

  1. E questa è la favola delle favole.
    Molto furbo e intelligente il nostro Principe.
    Fino ad ora non ho fatto riferimento all'autrice, anche se alcune le ho riconosciute ma con te come si fa a tacere.
    Sempre idee fantastiche, sempre breve, coincisa e diretta.... ora hai anche imparato a mettere una fine chiara senza aver il bisogno di un continuo o di un approfondimento..... ahahahah fantastica.
    Grazie

    JB

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  2. La mano infallibile di un'autrice semplice, diretta, senza tanti fronzoli e dalle mille idee che farebbero la felicità di chi spenderebbe più tempo per scrivere. Te possino!!!!
    Come tutte le tue intramuscolo, anche questa va diretta al cuore e lo lascia "abbastanza" appagato.
    Brava come sempre...

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  3. Questo racconto ha la concisione e la pregnanza di una delle storie del Novellino. I personaggi sono appena tratteggiati, la collocazione spazio-temporale è solo accennata, eppure il tema è importante e antico. Chi governa ha grandi responsabilità nei confronti del proprio popolo e colei che affiancherà un regnante dovrà avere innanzitutto un cuore generoso che le consenta di essere sensibile alle necessità dei sudditi. E' il potere inteso come servizio e non come privilegio. Saggezza antica.

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  4. Una bella favola che scalda il cuore. L’idea di valutare la futura regina in base alla sua bontà d’animo e quello che si sogna e si spera in ogni ambito della vita, peccato questo accada solo nelle favole. Nella vita reale, il principe avrebbe scelto con criteri assai differenti, ma per fortuna c’è ancora qualcuno che riesce a farci sognare con queste piccole perle.
    Complimenti.

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  5. molto carina!
    eccessivamente breve!
    avevo scritto un commento lungo, ma poi l'ho cancellato, non mi sembrava giusto data la brevità della storia.
    sei piaciuta! brava!
    -Sparv-

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  6. D'accordo con tutte. Hai sempre delle idee delicate e simili a una favola. Peccato per questa tua difficoltà nel provare a sviluppare le trame che hai in testa. Tu sai che io sono tutta per "il lettore ci deve mettere del suo" ma così per me è troppo! Una fiction bellissima è stata scritta su questo tema (il re che prende in sposa la serva) anche se le premesse erano differenti. La parte più bella della fiction era proprio la difficoltà nel far convergere questi due mondi... Insomma il potenziale c'è sempre, peccato perchè un giorno vorrei leggere qualcosa di articolato e romantico scritto da te.. Cristina

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  7. Bella, bella, bella!
    brevissima e delicata favola
    Caroline

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  8. Bravissima! Una bella favola. Mi è piaciuta molto. Brava veramente

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  9. E' una storia che vorrò raccontare al mio bambino prima di addormentarsi. Semplice, scorrevole e pregna di significato come le favole devono essere. Brava!

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